MA
RESTA IRRISOLTO IL PROBLEMA PIU' GRANDE: GLI IMPIANTI
Quello
dell'ultima settimana dell'aprile 2007 non è stato un
week-end
come un altro, per Pegli. Non per la Pegli sportiva, almeno.
Infatti
entrambe le squadre di calcio che portano il nome della delegazione
ponentina hanno ottenuto una storica promozione in Prima Categoria,
livello mai raggiunto dai tempi della triste fine della "gloriosa"
Pegliese, scomparsa nel lontano 1998 dopo aver sfiorato addirittura la
serie C2.
E
pochi giorni dopo, il Basket Pegli supera in un doppio confronto di
playoff la Pontremolese e raggiunge la Serie C2.
Il
problema è che nessuno, a Pegli, se n'è accorto.
Infatti,
proprio in un momento in cui il calcio ai massimi livelli attraversa
una terribile crisi di immagine e popolarità, sarebbe
più
che mai necessaria una riscoperta dello sport a livello locale, di
quartiere, che svolga quelle funzioni di aggregazione così
importanti per i giovani e non solo.
Purtroppo
a Pegli questo ci è precluso.
Un
tempo
l'intera cittadinanza assiepava le piccole gradinate del Morteo, poi si
accalcava nelle più ampie tribune del Pio XII. A portare via
il
primo ci ha pensato una tragica alluvione, mentre nel secondo si
è dovuto lasciare spazio ai professionisti di una squadra
cittadina. Ed è stato l'inizio della fine, con
peregrinazioni
partite dal campo del Multedo (ultimo residuato in terra battuta in un
presente fatto ovunque di erba sintetica), per toccare poi Cogoleto, il
Carlini, perfino Ovada: una squadra di "marinai" costretta a giocare in
casa... in Piemonte!
E
adesso
che dopo tanti anni si potrebbero assaporare nuovamente eventi sportivi
di buon livello, nulla si vede all'orizzonte. La Pegliese a Bolzaneto,
il Pegli a Begato. E dei ventilati progetti di una nuova struttura in
Via Ungaretti, sembra che ancora una volta non si
avvantaggerà
nessuna delle formazioni "locali" (le virgolette sono, purtroppo,
d'obbligo). Ma anche per il basket non va affatto meglio: la
storica promozione è stata conquistata sul parquet
casalingo...
di Cogoleto.
Una
beffa
per gli sportivi pegliesi, per le stesse società,
impossibilitate a radicarsi nella realtà locale, e
soprattutto
per i tanti bambini che non possono giocare ai loro sport preferiti nel
loro quartiere.
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